10 maggio 2009

CHUECATOWN (Juan Flahn - 2007 SPAGNA)



Un feroce serial killer si aggira per Chuecatown, il divertente quartiere gay della capitale iberica: è un agente immobiliare senza scrupoli, bello, colto, fichissimo e giustissimo.



Uccide le vecchiette che si ostinano nel non voler vendere il proprio appartamento, rallentando l'astuto piano del mariuolo, che vorrebbe far di Chuecatown un quartiere gay "alla moda", tutto luce, mobili post-moderni e minimal-chic, distruggendo il vecchio stile iberico che caratterizza il quartiere, fatto di gente popolare, fruttaroli, mobilio vintage ultra-kitch, e super-trash mamme spagnole.

Leo (a destra) e Ray (a sinistra) sono una coppia ursina squattrinatissimi ma pieni di pane ammmmore e gelosia. Si amano, si baciano, litigano, scopano, urlano e poi fanno pace, esattamente come ogni dannata coppia di questo mondo!


Incredibilmente si trovano ad ereditare l'appartamento dell'ultima vittima dell'assassino, e hanno l'infelice idea di piazzarvi dentro la terribile ultrapossessiva, cinica, fumatrice incallita, ubriacona, focosissima, mega-bigodinata, sboccata, madre di Ray, che odia terribilmente Leo e tenta in tutti i modi di rovinare la coppia giocherellona! Oltre a creare ogni tipo di casino nel vicinato, fino a portarsi i vecchi amanti nel letto del figlio!!!

Sulle tracce dell'assassino si mette un'altra super-mamma spagnola, poliziotta del quartiere, insieme al figlio (che in ogni scena sprofonda sempre più terribilmente verso una checcaggine senza ritorno!), unica ad aver intuito il profilo del criminale!

Saranno proprio le due fantastiche signore che risolveranno il caso, usando al meglio i loro pregi (ostinate, intuitive, esuberanti) e i loro difetti (testarde, ultrafobiche, dittatoriali).

Divertentissima commedia nera in salsa spagnola, che ha il pregio di raccontare uno spaccato sociale madrileno (il quartiere gay che inevitabilmente muta inseguendo modelli di vita troppo moderni), in modo brioso e lieve, pieno di ritmo, e rendendo l'ambientazione gay non un fine, ma un mezzo per raccontare una storia.

Su tutti svetta Antonia, l'iper-mamma che ogni uomo in fondo in fondo vorrebbe avere, rompiscatole, odiosa, impertinente, cattivissima, volgare, e piena zeppa d'ammmmmmore verso il proprio figlio.

Bellissima la scena in cui si confrontano le due signore, nella quale Antonia racconta il suo vero cruccio esistenziale: "Fino a qualche anno fa avere un figlio gay era una manna dal cielo! Le figlie zoccole ti mollano per seguire i loro stupidi mariti, mentre un figlio omosessuale rimane con te! Ma adesso con la nuova legge di Zapatero ti mollano anche i figli "maricon" ("frocio" in spagnolo)!"

Ecco una bella foto del cast, in cui noterete sulla destra la presenza della nostra amatissima Prohibida, icona trans della nuova spagna progressista!


Sparatevi il trailer:



Un grazie al Tek Festival e a WarBear per fornirci ogni anno cotante delizie!

VOTO: OTTIMO E ABBONDANTE (4 su 5)

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