23 settembre 2012

ROSSO SANGUE (Leos Carax - 1986 Francia)



Trama: Parigi, futuro imprecisato, plumbeo silente espressionista. La cometa di Halley che s'avvicina alla Terra provoca calure assurde. Inoltre si diffonde l' STBO, un virus mortale che si trasmette tra chi "fa l'amore senza amore". Due vecchi ladri, Marc (Michel Piccoli) e Hans (Hans Meyer) decidono il furto del campione del virus, ma hanno bisogno di una mano giovane e si rivolgono ad Alex (Denis Lavant), giovane scassinatore figlio di un loro vecchio complice. Il problema è che il ragazzo è parecchio fuori di testa, perennemente in uno stato di "lirismo molesto", e presto si innamora di Anna (Juliette Binoche) giovanisima amante di Marc. Anna ha la fissa per i vecchi, Alex perde assolutamente la testa per lei. La sgangheratissima banda sarà in grado di compiere il furto del secolo?


Secondo noi: Espressionismo forsennato a palla. Dialoghi liricamente assurdi. Scenari post apocalittici periferici. Continui cambi di ritmo, tra lentezze estenuanti e corse forsennate. Inquadrature che sfidano le leggi dell'ottica. E in mezzo una sceneggiatura delirante, che mischia melò, polar, noir, apocalisse e surrealismo. Alcuni dialoghi sono da mandare a memoria: "Quando vedrai due lune gialle tra i miei occhi vorrà dire che sto godendo". Momenti di assoluta ilarità colpiscono lo spettatore che però poi è colto alla sprovvista da altri istanti di poesia assoluta. Davvero difficile esprimere un giudizio davanti a un vero mistero indecifrabile della filmografia anni 80. Ma a Caina i film del genere la fanno letteralmente impazzire.

VOTO: OTTIMO E ABBONDANTE (4 su 5) 

Scena cult del film: la corsa forsennata di Alex sulle note di "Modern Love" di David Bowie. Da vedere, rivedere, rivedere ancora e ancora e ancora ...



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