15 novembre 2012

IL VOLTO DI UN'ALTRA (Pappi Corsicato - 2012 Italia)



Trama: Bella (Laura Chiatti) è una conduttrice tv rampante, ma in fase calante. Conduce un programma sulla chirurgia plastica, con interventi chirurgici in diretta eseguiti da suo marito René (Alessandro Preziosi). Gestiscono insieme una surreale clinica privata situata tra i boschi, costosissima e bizzarra. Ma in un istante tutto sembra crollare: lo stesso giorno in cui viene licenziata dalla rete televisiva, Bella ha un grave incidente d'auto in cui rimane orrendamente sfigurata. I due coniugi decidono di sfruttare la situazione, rendendo il tutto un evento mediatico: in diretta tv Bella verrà operata dal marito che le impianterà una nuova faccia, il volto di un'altra. Ma Bella ha davvero un viso mostruoso oppure è solo un grande inganno per rilanciare se stessa?


Secondo noi: Pappi Corsicato è una figura anomala e isolata della filmografia italiana. I suoi film sono sempre profondamente marchiati dal suo stile surreale, lieve e assolutamente dedito all'immagine. Ogni inquadratura è studiata nei dettagli, nei colori, negli accostamenti, nelle allusioni. Il film in questione ne è un ottimo esempio. Sebbene lontano dagli eccessi iniziali, e dal capolavoro "Chimera" (2001), Corsicato prosegue nel suo tentativo di proporre un cinema diverso. E come al solito, la trama è l'ultima cosa alla quale far caso. C'è la denuncia delle ossessioni contemporanee, dei media d'assalto, del culto dell'immagine, della mistificazione. Ma se fosse solo questo, il film sarebbe poca cosa. E' tutto il resto quello che conta: le citazioni (qui ci sono la commedia americana, l'horror d'atmosfera, e mille altre cose da cogliere), le forme, i colori, le inquadrature. Insomma, il cinema allo stato puro, quello senza alcun significato se non se stesso. Roba d'altri tempi. E poi basta con gli accostamenti con Almodovar: attualmente i due registi sono distantissimi. Se il regista spagnolo da anni insegue un registro drammatico sempre più intenso, Corsicato se ne guarda bene, affrontando il mondo con un soave sorriso. A noi invece è venuto in mente Mario Bava, un altro grande artista che ricordiamo non per le sue storie, ma per le immagini e le scene memorabili che ci ha lasciato, fatte solo da forme, colori e movimenti. Bellissimi quadri viventi, da ammirare senza chiedersi cosa cacchio vogliano dire.

VOTO: SUFFICIENTE (3 su 5)


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