12 aprile 2013

HUSTLER WHITE (Bruce Labruce & Rick Castro - 1996 Germania Canada)



Trama: Un corpo galleggiante senza vita in una piscina di un motel di Los Angeles ci introduce al film, del quale sarà voce narrante. Il morto parlante è quel bel manzo di Montgomery Ward (Tony Ward) che senza un vero lavoro e anche con un bimbo da mantenere, conduce con successo la professione di marchettaro. In alternanza con le sue porno-gesta, seguiamo anche il giornalista Jürgen Anger (Bruce LaBruce), arrivato fresco fresco a L.A. con la fremente ossessione di realizzare un reportage sulla scena dei gigolò cittadini. Tra momenti porno-weird incredibili, inseguimenti e vicissitudini varie, e un andirivieni di marchettari di ogni genere e grado, l'incontro tra i due protagonisti sfocerà prima nella tragedia e poi in un lieto fine spudoratamente "hollywoodiano".




Secondo noi: Divertente, spintissimo quasi al limite del porno-gay, e insieme intelligente omaggio all'ambiente della prostituzione maschile nella Los Angeles anni 90. LaBruce recupera il gusto per la trasgressione ironica di Russ Meyer (del quale riprende lo stile nel girare le scopate) e vi mischia lo sguardo art-pop alla Paul Morrissey (sostituendo Joe D'alessandro con il simpatico Tony Ward, famoso modello di quegli anni). Ma non contento, il regista infarcisce il tutto di continue citazioni al cinema hollywoodiano classico ("Viale del Tramonto" in primis) e ai suoi lati più oscuri (la "Hollywood Babilonia" descritta da Kenneth Anger), realizzando un'opera complessa, composta da diversi piani di lettura. Il tutto condito da incredibili momenti weird che esplorano varie devianze sessuali insolite (memorabile il gamba-amputata-fucking) che tengono sempre alto il ritmo e il divertimento. Inoltre sulla pellicola possono intravedersi un sacco di queer extreme performers di quegli anni, come Vaginal Davies (weird drag queen), Glen Meadmore (gay christian punk), Ron Athey (pioniere della body art), creando una piccola enciclopedia del weird americano di fine secolo. E poi il finale così zuccheroso e sdolcinato permette a noi spettatori di liberare una fragorosa risata che ci rimane sul viso fino ai titoli di coda a anche oltre. Un film sorprendente, lucido, arguto e scatenato, da non dimenticare.
P.S. Quasi a fine film LaBruce si esibisce sulla spiaggia nel numero della ruota con una mano sola, evoluzione fisica della quale si vantava esser uno dei più bravi al mondo.

VOTO: OTTIMO E ABBONDANTE (4 su 5)



Nessun commento:

Posta un commento