28 febbraio 2015

LES RENCONTRES D'APRES MINUIT (Yann Gonzalez - 2013 Francia)



Trama: Ali e Mathias sono una strana coppia, che vive in uno splendido appartamento hi-tech, insieme alla loro domestica, il travestito Udo. Stanno attendendo delle persone, a loro sconosciute, per lasciarsi andare tutti insieme a una delle orgie che lo strano trio usualmente organizza. Si presentano la Cagna (una ninfomane sciroccata), lo Stallone (un superdotato dal membro asinino), l'Adolescente (un bellissimo ragazzino taciturno), la Stella (una diva del cinema in incognito). Quella che sarebbe dovuta essere una normale serata di sesso si trasforma in un delirio malinconico e onirico, un sogno ad occhi aperti durante il quale ognuno mostrerà tratti oscuri della propria vita, e verrà svelato il drammatico e magico segreto dello strambo terzetto iniziale.




Secondo noi: Affascinante, romantico e suadente, ma anche follemente incline alla verbosità inconcludente, siamo dinanzi a un film davvero coraggioso. Partendo da una classica situazione di dramma erotico spinto, il regista utilizza il sesso come mezzo per scardinare le inibizioni dei protagonisti e per alzare rischiosamente il tiro e parlare di tutt'altro: amore, morte, vita. Una storia inizialmente oscillante tra il ridicolo e l'ipnotico alla fine diviene davvero emozionante, a patto di avere abbastanza coraggio nel continuarne la visione, senza lasciarsi scoraggiare dai lunghi dialoghi iniziali a volte davvero sconclusionati.


Il film è in pratica un viaggio che i 7 protagonisti compiono per tutta la notte all'interno della propria psiche (vedi la bellissima scena lunare dell'orgia "mentale"), mettendosi a nudo di fronte agli altri e ritrovandosi alla fine diversi e forse migliori.
Solo in Francia si sarebbe potuta realizzare una pellicola del genere, che non si vergogna di omaggiare sia il cinema erotico alto di Alain Robbe-Grillet (sopratutto nei dialoghi) che quello basso di Jean Rollin (nella magnifica scena notturna in riva al mare), creando un film misterioso e affascinante.
E poi la scena sado-trash tra le sbarre di una cella, con Beatrice Dalle che frusta lo stallone Eric Cantonà è davvero memorabile.


Un film che inizi a guardare pensando possa stimolarti i sensi, e che alla fine invece ti trafigge il cuore.
Un piccolo oggetto misterioso, perverso e disperato da custodire gelosamente.



Voto: OTTIMO e ABBONDANTE (4 su 5)

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